VENETOCONGIUNTURA. INDUSTRIA, SI CONFERMA RISALITA PIU’ 3,3% SUL 2013

Nel primo trimestre 2014, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato un incremento del +3,3% su base annua (+1,4% nel trimestre precedente). La variazione congiunturale destagionalizzata è stata del +1,4% (+2,4% precedente). L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere del Veneto, con la collaborazione di Confartigianato del Veneto, è stata effettuata su un campione di 2.273 imprese con almeno 2 addetti. Col primo trimestre 2014, VenetoCongiuntura festeggia dieci anni di studio ed analisi dell’economia veneta. Per l’occasione sarà messo online il nuovo sito www.venetocongiuntura.it. «La locomotiva Veneto vede la luce in fondo al tunnel, ma sono troppi i vagoni che continuano a frenarne la corsa. Per cui: o qualcuno si decide che è tempo di allentare con le riforme i freni dei vagoni, o il rischio è che la locomotiva, nonostante la sua forte trazione, finisca per doversi fermare». E’ una chiave di lettura non esattamente ottimistica quella che Fernando Zilio, presidente di Unioncamere Veneto, fa in corrispondenza con la diffusione dell’indagine trimestrale sull’industria manifatturiera regionale. «In effetti – continua il presidente Zilio – i dati della trimestrale, fatta eccezione per la disoccupazione che rimette il segno meno a dimostrazione che non è automatico che ripresa ed occupazione viaggino di pari passo, sono buoni, quanto meno per ciò che riguarda il raffronto su base annua. Preoccupa però quel -0,1% registrato dall’Istat per il Pil nazionale sul trimestre precedente e quel -0,5% su base annua che oggettivamente raffreddano l’entusiasmo e confermano, una volta di più, che il cammino verso la ripresa è lungo, tortuoso e affatto scontato. Ciononostante, i dati che giungono dal Veneto ribadiscono la buona verve del nostro comparto produttivo sostenuto non solo dall’export ma anche da una ripresa del mercato interno. La politica deve però concentrarsi soprattutto sul dato che vede le aspettative degli imprenditori in territorio nettamente positivo. Non assecondare questa propensione all’ottimismo con riforme in grado di trasformare le aspettative in elementi reali avrebbe l’effetto di una “gelata” dalle conseguenze a dir poco disastrose». Sotto il profilo dimensionale dinamica migliore per le grandi imprese (+3,9%), mentre le micro hanno registrato un aumento del +0,4%. Crescita significativa per i beni intermedi (+4,6%) e d’investimento (+3%), meno marcata per i beni di consumo (+1,9%). Per i settori le variazioni sono positive per tutti i comparti, in particolare mezzi di trasporto (+9,3%) e macchine elettriche ed elettroniche (+5,5%). In crescita anche carta e stampa (+4,1%), mentre sotto la media regionale si attestano macchine ed apparecchi meccanici (+2,6%), tessile (+1,7%) e gomma e plastica (+0,9%). Il fatturato totale ha evidenziato una dinamica positiva rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (+2,8%), mentre sul trimestre precedente ha registrato una diminuzione del -2,1%. La miglior performance è ascrivibile alle medie (+4,4%) e piccole imprese (+3%); le grandi (+1,5%) ma soprattutto le micro hanno registrato una sostanziale stabilità (+0,4%). I settori con le crescite più marcate sono stati mezzi di trasporto (+8,1%) e carta e stampa (+4%). Più debole l’aumento dell’alimentare (+0,7%) e tessile (+1,3%). La dinamica positiva del fatturato è ascrivibile all’andamento delle vendite all’estero, con un +4,2% (+4,3% precedente) rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Un andamento determinato, sotto il profilo dimensionale, dalle medie, piccole e grandi imprese (rispettivamente +4,8%, +4,1% e +3,7%). Più contenuta la variazione delle micro (+2,1%). A livello settoriale variazioni positive per tutti i comparti ad eccezione della gomma e plastica (-0,5%). Si conferma in crescita anche il mercato interno: il fatturato ha registrato infatti una variazione del +2,1% su base annua (+0,6% trimestre precedente). Bene le medie imprese (+4,1%), seguite dalle piccole (+2,5%); stabili le micro (+0,3%), mentre le imprese di grandi dimensioni presentano un andamento negativo (-1,1%). I settori col trend positivo più marcato sono stati i mezzi di trasporto (+12,7%), negativa la variazione dell’alimentare (-0,7%). Performance positiva (+2,4%) per gli ordinativi, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto allo scorso trimestre. A livello dimensionale la performance migliore è confermata dalle medie imprese (+3,5%), seguite dalle piccole (+2,9%). Deboli le grandi (+0,6%) e micro imprese (+0,1%). Gli ordinativi dal mercato interno rimangono positivi con un +2% (-2,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Per i settori, le uniche performance negative si registrano per le macchine elettriche ed elettroniche (-1%) e tessile (-0,7%). Rimangono positivi gli ordinativi esteri: +3,2%, in diminuzione di 0,9 punti percentuali rispetto allo scorso trimestre. Bene le medie e piccole imprese (entrambe +4,1%), mentre è negativa la variazione per le grandi imprese (-0,4%). Segno particolarmente positivo per i settori della carta e stampa (+13,8%) e dell’alimentare (+10,2%). Per quanto riguarda il mercato del lavoro esso ha registrato una variazione del -1,2% su base annua (+0,8% trimestre precedente), che interessa principalmente le micro (-3,4%) e grandi imprese (-2,2%). Sotto il profilo settoriale le diminuzioni interessano in particolare i comparti del marmo e vetro (-2,4%), del tessile (-2,3%) e del legno (-1,6%).
Migliorano e tornano positive le previsioni degli imprenditori per i prossimi tre mesi: dopo undici trimestri negativi, per la produzione il saldo è pari a 6,5 punti percentuali contro il -12,5 p.p. nel trimestre precedente. Per il fatturato +7,5 p.p. (-12 p.p. precedente), in miglioramento anche le aspettative per l’occupazione con -2,5 p.p. contro il -7,1 p.p. precedente. Ancora positive le previsioni per ordini esteri (+16.4 p.p. contro il +5,9 p.p. precedente) e interni (+0,9 contro il -17,3).