PRESIDENTE GRAFICA VENETA DI TREBASELEGHE AZIONISTA DE “IL FATTO QUOTIDIANO”

“Letteralmente il 2013 è stato l’anno segnato da una riduzione del mercato italiano del 20%, di quello francese del 10%, e della tenuta sostanziale in Germania con un +2%, ma anche di aperture insospettabili nel  Nord Africa dove siamo riusciti a sfidare il dominio dei cinesi”. Parla cosi il mago del libro nel mondo, Fabio Franceschi presidente di Grafica Veneta Spa, con mega inmpiano a Trebaseleghe (Padova) che si avvia a chiudere un bilancio sempre a due cifre nonostante la crisi economica.
Consolidata la voce dell’export che per questa azienda vale il 75% del fatturato grazie anche alle performances della divisione H 24 in grado di stampare last minute un best seller e recapitarlo ovunque. L’ultimo, in ordine di tempo, riguarda la biografia del leader Nelson Mandela realizzata a poche ore dalla morte e già tradotta in più lingue pari a 8milioni di copie.  Franceschi, imprenditore vocato alla green economy, conserva il suo interesse per il settore dell’editoria ed entra a tutti gli effetti tra gli azionisti de “Il Fatto Quodiano”. “L’operazione è recente – afferma Franceschi – ma l’interesse no: ho sempre guardato alla carta stampata come un possibile business alimentato dall’affetto per la lettura tradizionale, quella che si può toccare con mano”.
“Fino ad ora la nostra è  stata un’ esperienza maturata nel campo degli allegati – precisa Franceschi –  ora siamo entrati in punta di piedi nella stanza dei bottoni, ma senza la pretesa di governare l’informazione. I rapporti con i giornali fino ad ora intercorsi riguardavano collaborazioni d’affari – spiega Franceschi –  dopo l’Italia esportate all’estero, ricordo il caso di “Adevarul” quotidiano rumeno con il quale abbiamo venduto oltre cento titoli e altrettanti per una  collezione di opere per l’infanzia. A seguire con modelli pensati ad hoc siamo diventati partner delle redazioni rafforzando notevolmente le tirature, non solo in Romania ma anche altrove in tutti i Paesi dell’Est fino alla Russia arrivando con lo stesso sistema a sfondare pure in Brasile”.
“Il nostro vuole essere un contributo a sostegno della crescita culturale e sociale dell’umanità”- sostiene Franceschi incoraggiato dai primi segnali positivi rilevati in Grecia dove la richiesta di soluzioni simili è stata sollecitata con una certa urgenza anche dagli esponenti governativi. Segno evidente di una ripresa dei consumi e non solo di quelli considerati prioritari.. Dall’alto della montagna di volumi (150 milioni in un anno) questo colosso tipografico  ad impatto zero allarga gli orizzonti internazionali senza delocalizzare, dando occupazione ancora a circa 300 dipendenti impegnati tutti i giorni sulle rotative, su macchinari d’alta tecnologia, con abilità manuali eccellenti, in un regime di welfare. “La comunità del lavoro di Grafica Veneta – chiarisce Franceschi – è seguita da uno staff di psicologi che studia il clima aziendale adeguato alla valorizzazione delle capacità. Per Franceschi è quello umano il vero capitale. Con un età media è di 35 anni, a partire dal suo Amministratore Delegato, ammette di avere una squadra di “centometristi” del mestiere, coinvolti in un progetto globale arricchito dalla presenza singola di ognuno.