CREDITO BANCARIO PADOVA: PER RILANCIO PMI VERSO I MERCATO DEI MINIBOND

Il nuovo quadro normativo introdotto dalla legge 134/2012 ha posto le basi per l’emissione di titoli di debito, obbligazioni (i cosiddetti Minibond) e cambiali finanziarie, anche da parte di imprese non quotate in Borsa, aprendo la strada a canali di finanziamento alternativi al credito bancario. Una prospettiva per ora utilizzata solo da imprese medio-grandi, ma potenzialmente interessante anche per le medio-piccole. Anche perché il mercato dei Minibond per le Pmi potrebbe valere in Italia fra i 50 e i 100 miliardi di euro l’anno, proprio la cifra che si potrebbe perdere per effetto della restrizione del credito e di Basilea 3.
Una “rivoluzione” potenziale per il credito alle Pmi, che il decreto del Fare bis in cantiere potrebbe accelerare. In attesa delle riforme, sono già nati in Italia i primi fondi ad hoc che investono nei Minibond. Come il “Fondo Minibond Pmi Italia” creato da Banca Monte dei Paschi di Siena e gestito da Finanziaria Internazionale Investment Sgr (Finint).
Le reali opportunità aperte dai Minibond per le imprese padovane e venete saranno al centro dell’incontro “Minibond Pmi Italia” organizzato da Confindustria Padova in collaborazione con Banca Monte dei Paschi di Siena, che si svolgerà martedì 8 ottobre, alle ore 16 nella sede di Confindustria Padova (via E. P. Masini, 2 – zona Stanga). Aprirà i lavori Mario Ravagnan delegato Confindustria Padova per il credito e la finanza. Mauro Asoletti responsabile MPS Capital Services ed Enzo Nicoli responsabile Settore estero Area Antonveneta di Banca Mps, presenteranno il Fondo Minibond Pmi Italia, le sue caratteristiche e i requisiti di accesso e contribuzione. All’incontro parteciperanno venti imprese padovane potenzialmente interessate a contribuire o attingere al Fondo per finanziare operazioni di sviluppo a partire dai 2 milioni di euro.
«Stiamo affrontando la terza ondata di credit crunch – avverte Mario Ravagnan, delegato Confindustria Padova per il credito e la finanza – per questo è urgente spezzare la spirale fatta di credito costoso e selettivo che blocca i piani di rilancio e trovare vie alternative di finanziamento. L’industria italiana e in particolare le Pmi dipendono per il 92% dal credito bancario, appena l’8% si finanzia sul mercato obbligazionario. I Minibond possono rappresentare un primo passo verso la diversificazione delle fonti di finanziamento. Ma occorre metterli meglio a fuoco, renderli meno costosi e accessibili anche ad aziende medie e piccole. Da qui l’interesse di Confindustria Padova ad approfondire con gli operatori le opportunità di questi strumenti, auspicando che possano meglio adattarsi alle operazioni di piccole dimensioni».