FINANZIAMENTO AGEVOLATO FINO A 100MILA EURO PER FIERE E MOSTRE EXTRA UE. ACCORDO VERONAFIERE-SIMEST

La Fiera di Verona diventa la prima in Italia a promuovere il nuovo strumento finanziario di SIMEST che favorisce la presenza delle aziende italiane a manifestazioni all’estero. Fino a 100mila euro di plafond, rimborsabili entro sei anni dal richiedente, ad un tasso dello 0,50% annuo. È questo l’importo massimo del finanziamento agevolato che SIMEST, la società controllata da Cassa depositi e prestiti che sostiene le imprese del Paese sui mercati internazionali, mette a disposizione delle PMI per incentivarne la partecipazione a fiere e mostre sui mercati extra europei.  Tra i primi a poterne beneficiare, gli espositori di Veronafiere, uno dei più importanti operatori fieristici in Europa con oltre 1 milione di visitatori ogni anno e un calendario di rassegne che copre i cinque continenti. La Fiera di Verona ha firmato un accordo di collaborazione con SIMEST, in occasione di wine2wine, evento su formazione e business del settore vitivinicolo. La partnership, sottoscritta dal direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani e dall’amministratore delegato di SIMEST, Massimo D’Aiuto, prevede l’impegno di Veronafiere nella promozione tra le proprie aziende espositrici, mentre a SIMEST il compito di allestire uno sportello dedicato durante i maggiori eventi fieristici.  Un’opportunità importante da cogliere per le PMI italiane, creata grazie al gioco di squadra, come conferma, dai vertici di Veronafiere, il presidente Ettore Riello: «Nel momento in cui per le imprese l’accesso al credito è particolarmente difficile ed oneroso – spiega –, il prodotto  ideato da SIMEST ha un grande valore e la sua adozione da parte di Veronafiere conferma come la cooperazione tra istituzioni e fiere possa contribuire in modo concreto allo sviluppo di una politica industriale di crescita per il Paese». «SIMEST collabora già con Veronafiere do Brasil al progetto di valorizzazione del sistema marmo-lapideo nell’America latina – aggiunge il direttore Mantovani –. Questa nuova iniziativa costituisce un altro tassello per la nostra strategia di internazionalizzazione che quest’anno ci ha visto impegnati oltreconfine con 18 eventi in 10 nazioni. Veronafiere, nella propria mission come piattaforma per la promozione all’estero del sistema industriale italiano e dell’eccellenza del made in Italy, trova in SIMEST un partner naturale». Per dare immediata attuazione all’accordo, Veronafiere ha già costituito un team di professionisti cui rivolgersi per ottenere informazioni e una prima assistenza nella redazione della richiesta di finanziamento: ogni singola domanda può riguardare più fiere e fino a tre paesi di destinazione, coprendo le spese sostenute entro 18 mesi dalla data di stipula del contratto. Soddisfazione per il risultato raggiunto anche da parte dell’ad di SIMEST: «Questa collaborazione commentaD’Aiuto – ci permette di creare maggiori sinergie tra i nostri enti che già da tempo lavorano insieme per lo sviluppo delle imprese italiane. Il nuovo strumento, infatti, ci consente di offrire un ulteriore supporto alle PMI che si affacciano sui mercati esteri e, in particolare, attraverso la presenza ad eventi fieristici internazionali che rappresentano un momento importante per comprendere le prospettive di business. Oltre a questo, SIMEST mette in campo altri strumenti e servizi, come partecipazione al capitale, finanziamenti agevolati, assistenza tecnica e finanziaria». Simest spa. è la finanziaria pubblico – privata che dal 1991 sostiene lo sviluppo delle imprese italiane impegnate a realizzare progetti di internazionalizzazione. Il 76% del suo capitale è detenuto da Cassa Depositi e Prestiti, mentre il 24% è in mano alle principali banche italiane ed associazioni imprenditoriali. Può acquisire partecipazioni nelle imprese all’estero, fuori dell’UE, fino al 49% del capitale sociale, sia investendo direttamente che attraverso il fondo di Venture Capital. Dal 2011 può acquisire, a condizioni di mercato e senza agevolazioni, partecipazioni fino al 49% del capitale sociale di imprese italiane o loro controllate nell’Unione Europea (inclusa l’Italia), che sviluppino investimenti produttivi e di innovazione e ricerca (sono esclusi i salvataggi).  Veronafiere è il primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia, secondo per fatturato e ai vertici in Europa, grazie ad oltre cent’anni di esperienza nel settore e alla posizione geografica strategica, al centro della maggiori direttrici intermodali europee. La mission dell’Ente è quella di rappresentare un hub naturale per la promozione internazionale del sistema industriale del Paese e dell’eccellenza made in Italy, fornendo strutture e servizi ad alto valore aggiunto ai propri clienti, sia visitatori che espositori. È leader nel settore agricolo e agroalimentare, con una quota delle manifestazioni fieristiche relative al comparto pari al 45 per cento. Nel corso degli anni ha sviluppato nuove aree di interesse quali l’edilizia, le costruzioni e i trasporti, l’arredamento, lo sport, il turismo, senza dimenticare la formazione universitaria e professionale. Il fatturato di Veronafiere è generato per oltre l’87% da fiere di proprietà ed organizzate direttamente.

 

ITALIA PER LE IMPRESE. CON LE PMI VERSO I MERCATI ESTERI. A PADOVA IL 2/12 ROADSHOW DELL’ICE

Il roadshow Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri” promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico riprende la sua mission di incentivazione dell’export italiano. La sfida per conquistare nuovi mercati e aprire opportunità per le imprese fuori dai confini italiani riparte da Padova, al Centro Congressi Pietro d’Abano di Abano Terme (Pd), in largo Marconi 16, martedì 2 dicembre 2014 dalle 9.45. All’appuntamento prenderà parte il Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda che illustrerà le opportunità per le aziende del Made in Italy all’estero. All’incontro prenderà parte il Direttore Generale dell’ICE, Roberto Luongo, che illustrerà il ciclo integrato di attività dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. L’interesse suscitato nel territorio veneto in generale e nell’area padovana nello specifico è testimoniato dal grande numero di adesioni registrato sinora. Oltre trecento aziende hanno risposto all’invito. Confindustria Padova farà da padrone da casa con il Presidente Massimo Pavin. Come in ogni tappa, il momento centrale dell’evento sarà rappresentato dagli incontri individuali con le aziende, durante i quali sarà fatto un vero e proprio “check-up” della loro capacità di esportare. Le centinaia di imprese che hanno già effettuato la pre registrazione per l’appuntamento di Padova, riceveranno gratuitamente i primi servizi offerti dall’ICE.

Il Roadshow è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri ed è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre all’ICE-Agenzia, a SACE e a SIMEST, l’evento si avvale della collaborazione di Confindustria, Unioncamere, Rete Imprese Italia e Alleanze delle Cooperative Italiane.

«Spingere l’internazionalizzazione delle Pmi è decisivo per dare una scossa alla crescita – sottolinea il Presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin –. Gli ultimi dati sul commercio estero fotografano la vitalità e il potenziale della nostra industria, seconda in Europa, tra le prime dieci nel mondo e quinta assoluta per esportazione. Nella crisi, l’export si sta rivelando il salvagente dell’economia. Dobbiamo incoraggiare questa vocazione e fare di più, perché l’incidenza dell’export sul Pil, oggi al 30%, raggiunga il 44% della Germania. La tappa padovana del Roadshow è un’occasione imperdibile per le imprese per orientarsi sui mercati esteri e Confindustria Padova è pronta a giocare un ruolo capillare di accompagnamento per allargare il numero di Pmi esportatrici».

Il programma prevede, dopo l’apertura di Massimo Pavin, Presidente di Confindustria Padova, il saluto di Carlo Calenda, Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Michele Valensise, Segretario Generale Ministero Affari Esteri. Sarà poi la volta della sessione tecnica, aperta da Claudio Colacurcio di Prometeia. A seguire Vincenzo De Luca, Direttore Centrale per l’Internazionalizzazione del Sistema Paese e le autonomie territoriali, modererà gli interventi di Roberto Luongo, Direttore Generale ICE-Agenzia, Ferdinando Nelli Feroci, Presidente SIMEST e Simonetta Acri, Direttore della Rete Italia SACE. La sessione mattutina prevede infine gli interventi di Vittorio Panciera, Direttore alla promozione economica e internazionalizzazione Regione Veneto, Franco Conzato, Direttore Padova Promex e Massimo Lentsch, Presidente Co.Mark. Seguirà la testimonianza di Giacomo Marcato Vice Presidente Marcato Spa per raccontare la sua success story. Fino al termine della giornata si succederanno poi gli incontri individuali per le aziende con gli esperti dell’ICE e delle altre Organizzazioni.

AEROPORTO VENEZIA. CDA SAVE APPROVA RESOCONTO INTERMEDIO GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2014

Il Consiglio di Amministrazione di SAVE S.p.A. – azienda quotata al Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana che opera principalmente nel settore degli aeroporti – ha approvato il Resoconto Intermedio sulla Gestione al 30 settembre 2014. Questi i risultati del Gruppo: il conto economico dei primi nove mesi del 2014 rendiconta un’attività del Gruppo che si riferisce sostanzialmente all’attività svolta dagli aeroporti di Venezia e Treviso. Il dato di confronto relativo ai primi nove mesi del 2013 è stato infatti riesposto riclassificando anche le componenti economiche e patrimoniali relative alla Business Unit Infrastrutture nelle linee relative alle “attività cessate/destinate ad essere cedute.  Il valore dei ricavi dei primi nove mesi dell’esercizio si è attestato a Euro 115,1 milioni, con un incremento del 3,8% rispetto al pari periodo dell’esercizio precedente. I fenomeni di maggiore rilievo, che hanno inciso sulla voce in esame, sono rappresentati da: crescita dei ricavi aeronautici del +4%, che è determinata principalmente dall’applicazione, sullo scalo veneziano, del nuovo sistema tariffario, che trova solo parziale riscontro (partenza dall’ 11 marzo 2013) sui dati di confronto, oltre che dall’aumento del traffico nel Sistema Aeroportuale Venezia; rescita dei ricavi non aeronautici (+2,5%) determinata dal buon andamento dei ricavi pubblicitari (+18,7%), commerciali (+1,6%) e dei ricavi per parcheggi (+2,2%). Crescita degli altri ricavi principalmente per effetto di maggiori ricavi non ricorrenti e un aumento dell’attività delle altre società del Gruppo. Analizzando ora la voce con riferimento al terzo trimestre, i ricavi sono pari a circa Euro 45,2 milioni, con un incremento di circa Euro 0,7 milioni, pari ad un +1,6%, rispetto al terzo trimestre 2013 sostanzialmente determinato dall’aumento del traffico passeggeri nel periodo del +1,7%. Il risultato operativo lordo (EBITDA) è pari a 48,1 milioni di Euro in crescita del +3,2% rispetto ai 46,6 dei primi nove mesi del 2013. Nel periodo si è registrato un aumento dei costi operativi di circa 2,7 milioni di euro partecipazione detenuta in Centostazioni S.p.A. iscrivendone gli effetti economici nell’ “utile (perdita) netta da attività cessate/destinate ad essere cedute, principalmente per effetto dell’aumento del canone di concessione per circa 1 milione di Euro, dell’aumento dei costi di gestione sullo scalo di Treviso per 0,5 milioni di Euro, dell’aumento dei costi legati alle operazioni di sviluppo per Euro 0,7 milioni, maggiori costi di sviluppo nuove rotte e pubblicità per Euro 0,2 milioni. Analizzando ora la voce con riferimento al terzo trimestre, si pone anch’essa in crescita sullo scorso esercizio, seppure moderata, con un valore assoluto di circa 22,5 milioni di Euro rispetto ai 22,4 milioni di Euro del trimestre 2013. Il risultato operativo (EBIT) è pari a 36,4 milioni di Euro rispetto ai 35,6 milioni di Euro, in crescita del +2,2% rispetto ai primi nove mesi del 2013. Il risultato assorbe i maggiori ammortamenti e accantonamenti a fondo rinnovamento per circa 0,5 milioni di Euro. Per quanto riguarda il risultato operativo del terzo trimestre è pari a 18,5 milioni di Euro, in diminuzione dell’ 1,2% rispetto al terzo trimestre 2013 (18,8 milioni di Euro registrati nel terzo trimestre 2013) a seguito di maggiori accantonamenti effettuati nel trimestre. In una nota di Save è detto che la gestione finanziaria passa dal saldo positivo di 3,8 milioni di Euro del 2013 al saldo, negativo, di 0,9 milioni di Euro. La riduzione complessiva risente sia del minor contributo positivo della valutazione ad equity delle partecipazioni per circa 0,9 milioni di Euro, di cui 0,7 relativa ai risultati riportati dalla collegata BSCA, che dai maggiori oneri finanziari e accessori netti per circa 3 milioni di Euro determinati principalmente dal maggior indebitamento netto complessivo. Si fa notare inoltre la presenza nei primi nove mesi del 2013 della plusvalenza realizzata sulla vendita di titoli quotati per circa 0,7 milioni di Euro. Il risultato ante imposte risulta così pari a 35,6 milioni di Euro in diminuzione del 9,8% rispetto ai 39,4 milioni di Euro dei primi nove mesi del 2013.

OCCHIALERIA. RISULTATI A SETTEMBRE 2014 GRUPPO PADOVANO SAFILO

Il Consiglio di Amministrazione di Safilo Group S.p.A. – creatore italiano di occhiali totalmente integrato e distributore mondiale di qualità e fiducia, quotato alla Borsa di Milano – ha approvato i risultati del terzo trimestre e dei primi nove mesi 2014.
Nel terzo trimestre, Safilo ha confermato la crescita dei ricavi a cambi costanti del 7,4% già registrata nel secondo trimestre, performance che ha portato il miglioramento della top line nei primi nove mesi dell’anno al 5,5%. In linea con le dinamiche di business che hanno caratterizzato la prima parte dell’anno anche i risultati economici, con la marginalità industriale lorda dei primi nove mesi al 62,3% del fatturato, grazie all’ulteriore progressione registrata dallo stesso indice di redditività nel terzo trimestre rispetto all’anno precedente. La contrazione della marginalità operativa lorda (EBITDA) è rimasta legata agli investimenti dedicati alle nuove strutture commerciali e di marketing, mentre a livello di bottom line, il terzo trimestre e i primi nove mesi hanno confermato il deciso miglioramento dell’utile netto di Gruppo, in crescita rispettivamente del 37,9% e del 24,0% (su base adjusted1). Nel periodo considerato, l’indebitamento finanziario netto è risultato pari a 158,9 milioni di euro, con la leva finanziaria adjusted1 che si è attestata a 1,3 volte. Luisa Delgado, Amministratore Delegato del Gruppo Safilo, ha commentato: “I risultati economici di questo trimestre confermano che stiamo procedendo correttamente lungo la direttrice strategica e operativa incentrata sul nostro prodotto. Ed è proprio per la qualità del prodotto e la creatività del design che si contraddistinguono le nostre ultime collezioni, così come oggi testimoniano, ad esempio, gli occhiali da sole iconici e trend setter di Dior e la trasformazione compiuta sull’occhialeria Fendi, ultima licenza entrata a far parte del nostro portafoglio. Nel trimestre abbiamo confermato un trend molto solido delle vendite, e abbiamo accelerato sulla nuova impostazione commerciale che abbiamo focalizzato sulla qualità della distribuzione, con un salto di qualità in termini di leadership e competenze funzionali e l’introduzione di strategie commerciali e di comunicazione differenziate per marchio. Questo, ha proseguito, ci consente di bilanciare in maniera sistematica mercati e portafogli marchi, brand proprietari e in licenza e gli stessi brand in licenza. In particolare, abbiamo registrato i riscontri desiderati nei nostri mercati prioritari, con la penisola iberica, la Germania, il Nord America, il Brasile e la Cina che hanno guidato la crescita, mentre stiamo costruendo nuove capacità manageriali nel sud est asiatico. Hanno risposto bene i nostri marchi di proprietà, con Polaroid che ha continuato nel suo percorso di forte sviluppo, Smith che sta preparando la propria espansione globale, mentre ci prepariamo a spingere ulteriormente Carrera l’anno prossimo. Infine, hanno risposto bene i nostri marchi in licenza, in particolare Dior, Celine, Jimmy Choo, Boss, Max Mara, Tommy Hilfiger e Kate Spade, mentre ci prepariamo ad accogliere future potenziali licenze. Il mix prodotto e la qualità dei canali distributivi sono rimasti i principali motivi del miglioramento della marginalità industriale lorda, che nei primi nove mesi dell’anno si è attestata al livello del 62,3%. Stiamo reinvestendo in maniera significativa nella modernizzazione delle nostre strutture organizzative, principalmente nella standardizzazione e semplificazione delle vendite abilitate dai sistemi informativi, della pianificazione commerciale e industriale, nelle capacità di costruzione e valorizzazione del marchio. Stiamo avviando una revisione globale della rete di fornitura globale e dell’organizzazione di sviluppo del prodotto. In questo contesto, siamo soddisfatti di registrare l’incremento dell’utile netto di Gruppo, sia su base trimestrale che per i primi nove mesi dell’anno, anche in virtù del significativo miglioramento della gestione finanziaria. Procediamo concentrati e con fiducia lungo il nostro percorso di trasformazione di medio termine per conseguire una crescita redditizia sostenuta, sulla base dei nostri piani.” Cos’ ha concluso Delgado.

INDUSTRIA. INDAGINE VENETOCONGIUNTURA TERZO TRIMESTRE 2014

Nel terzo trimestre 2014, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato un incremento del +1% su base annua (+1,2% nel trimestre precedente). La variazione congiunturale destagionalizzata è stata del +0,7% (+0,7% precedente). L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere Veneto, con la collaborazione di Confartigianato del Veneto, è stata effettuata su un campione di 2.305 imprese con almeno 2 addetti. «C’è un deficit di fiducia tra gli imprenditori che zavorra ancora pesantemente una seppur presente propensione alla crescita». Va al di là dei semplici numeri il presidente di Unioncamere Veneto, Fernando Zilio, nel commentare l’indagine trimestrale sull’industria manifatturiera regionale. «Incrementi nell’ordine di qualche punto percentuale per ciò che concerne il mercato estero e, per contro, performance nell’ordine dello “zero virgola” per ciò che attiene fatturato e ordinativi riferiti al mercato interno, ai quali va aggiunto un risultato analogo per ciò che attiene all’occupazione, confermano che l’economia veneta, se vuole uscire dalla secche della crisi, non può prescindere da una ripresa dei consumi interni. Ma perché questo possa accadere è necessario che un clima di fiducia torni a “contagiare” i nostri imprenditori che, seppur meno pessimisti rispetto alle rilevazioni precedenti, continuano a tenere il piede sul freno degli investimenti. Complice anche un quadro politico nazionale alquanto nebuloso, dove gli annunci si sprecano ma i fatti latitano e quando ci sono, com’è stato per il sistema delle Camere di Commercio penalizzato oltre misura, rischiano di essere deleteri perché finiscono per far mancare alle imprese quei sostegni (si pensi solo al credito) che sarebbero necessari per far decollare la ripresa». Sotto il profilo dimensionale la variazione positiva della produzione è stata determinata sia dalle micro (+1,4%) che dalle imprese di media dimensione (+2%), mentre imprese di grandi dimensioni hanno ceduto un -1,7%. Forte crescita per i beni d’investimento (+2,4%), meno marcata per gli intermedi (+1,1%) e stabile per quelli di consumo. Per i settori le variazioni più importanti riguardano metalli e prodotti in metallo (+2,8%) ed alimentare (+2%). Positive ma meno marcate le performance per macchine ed apparecchi meccanici (+1,1%) e tessile (+0,9%). Sotto la media regionale si attestano il settore della carta e stampa (+0,1%), mentre risulta negativa la performance del marmo, vetro e ceramica (-1,7%), legno arredo (-1,2%) e mezzi di trasporto (-0,8%).I l fatturato totale ha evidenziato una dinamica positiva rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (+1,6%). La miglior performance è ascrivibile alle medie (+3,2%) e piccole imprese (+1,4%); le grandi registrano un +0,4%, mentre le micro hanno segno meno (-0,1%). I settori con le variazioni più marcate sono stati mezzi di trasporto (+5,8%), macchine ed apparecchi meccanici (+2,8%), metalli e prodotti in metallo (+2,6%). Negativa la variazione di marmo e vetro (-1,6%). La dinamica positiva del fatturato è ascrivibile all’andamento delle vendite all’estero con un +3,9% (+4,1% precedente) rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Andamento determinato da tutte le dimensioni d’impresa, mentre a livello settoriale i migliori sono risultati i mezzi di trasporto (+6,7%) e i metalli (+5,2%). Rispetto al trimestre precedente (-0,5%) il fatturato interno registra un lieve aumento col +0,5% determinato dalle imprese di medie (+1,1%) e piccole dimensioni (+0,8%), mentre le performance di grandi e micro imprese sono negative (rispettivamente -0,4% e -0,3%). I settori col trend positivo più marcato sono stati i mezzi di trasporto (+4,5%), carta e stampa (+2,5%) e metalli (+1,8%), mentre le variazioni peggiori riguardano marmo e vetro (-3%), legno ed alimentare col -0,8%.. Performance positiva (+1%) per gli ordinativi, comunque in diminuzione rispetto allo scorso trimestre (+2,7%). A livello dimensionale la performance migliore è delle imprese con più di 10 addetti (+1,3%), negativa invece quella delle micro (-0,5%). Per i settori, le dinamiche migliori riguardano i comparti della gomma e plastica (+2,7%) e dei metalli e prodotti in metallo (+2,5%). Negative le variazioni di marmo e vetro (-2,9%). Rimane positivo il trend dal mercato interno (+0,2%), mentre gli ordinativi esteri hanno segnato un +2,6% (inferiore al +4,2% dello scorso trimestre). Bene le medie imprese (+3,8%), le altre segnano variazioni sotto la media regionale. Segno particolarmente positivo per tessile e carta e stampa (entrambe +5,5%. Il mercato del lavoro ha registrato un lieve aumento del +0,3% su base annua (+0,6% trimestre precedente), che interessa principalmente le medie (+0,8%) e piccole (+0,7%) imprese, mentre le grandi hanno subito la maggiore contrazione (-1,1%). Sotto il profilo settoriale la migliore variazione è della gomma e plastica (+2,9%) e dei mezzi di trasporto (+2,5%), forte calo invece per carta e stampa (-3,8%), marmo, vetro e ceramica (-2,6%). Per i prossimi tre mesi le previsioni rimangono negative, ma nel complesso migliorano: per la produzione il saldo è pari a -5,5 punti percentuali contro il 18,8 p.p. nel trimestre precedente. Per il fatturato -4 p.p. (-14,9 p.p. precedente), per l’occupazione -4,7 p.p. contro il -6,4 p.p. precedente. Ancora negative le previsioni per gli ordini interni con -11 p.p. (era -21,7 p.p.). Unico segno positivo gli ordini esteri (+3,3 p.p.) .

FINANZA D’IMPRESA: NELLE PMI L’IMPRENDITORE È IL DOMINUS. FIDUCIA NELLE BANCHE AI MINIMI. IN ARRIVO FORMAZIONE E TEMPORARY MANAGER

La crisi ha agito da acceleratore e la gestione finanziaria delle imprese si sta evolvendo. Ma nelle piccole e medie imprese che sono l’ossatura del modello Veneto, l’evoluzione è un’incompiuta ed è ancora l’imprenditore il dominus della leva finanziaria. Nel 50% delle PMI è solo lui a occuparsi di pianificazione finanziaria, nel 43,2% di analisi finanziaria, in misura inferiore di tesoreria (25%). Più contenuto il ricorso alla consulenza di personale interno, quasi mai specializzato. Una strada accettabile per aziende piccole con fatturato stabile, rischiosa e accidentata se l’azienda è in sviluppo e richiede una pianificazione finanziaria non improvvisata. Sette anni di crisi hanno comunque accresciuto la consapevolezza finanziaria e oggi è più diffuso nelle PMI il monitoraggio degli indicatori della salute finanziaria: liquidità, margini, indebitamento. La maggioranza monitora e analizza per le scelte strategiche liquidità (81,8%), margine operativo netto e lordo (61,4%), classificazione degli impieghi (52,3%). Quanto alle competenze finanziarie percepite come più importanti, emerge la distanza da un corretto percorso di crescita aziendale: “saper negoziare con le banche” è al primo posto, come se fosse di per sé garanzia di condizioni favorevoli. Precede “saper pianificare i budget e valutare i rischi aziendali” e “saper leggere e riclassificare il bilancio per costruire indici attendibili” (al quarto e secondo posto), preliminari e funzionali a costruire report più efficaci per gli istituti di credito. Proprio il rapporto con le banche è il più calloso tendine d’Achille: nessuno dei piccoli e medi imprenditori intervistati dichiara di affidarsi all’istituto di fiducia per prendere le decisioni strategiche. La decisione è in capo ai soci (95,5%), mentre il parere più ascoltato è quello del responsabile finanziario (53,1%). Sono le scorie di un rapporto banca-impresa particolarmente teso negli anni della crisi, ma soprattutto di un deficit di trasparenza reciproco: su tempi, pricing e rating da parte delle banche; su completezza delle informazioni da parte delle PMI. Un deficit cristallizzato nell’opinione che i piccoli e medi imprenditori hanno sul peso dei fattori che, nel giudizio delle banche, determinano il merito di credito: valutazione del bilancio aziendale (60,4%), analisi andamentale (30,1%), analisi qualitativa (9,5%). Più o meno il contrario del peso reale. È questo in sintesi il comportamento finanziario delle PMI del Veneto rilevato attraverso le interviste in profondità a un panel di 44 aziende manifatturiere con oltre 15 addetti, nell’ambito del “Cantiere d’innovazione”, il progetto avviato dalla Regione del Veneto, attraverso Veneto Lavoro, in partnership con Confindustria Padova e Veneto Sviluppo per sperimentare nuove politiche attive per la reindustrializzazione e la tenuta occupazionale, riconoscere sul nascere i sintomi di crisi e prevenirle, stimolare il cambiamento organizzativo delle imprese, la riconversione e il re-start. I risultati sono stati presentati oggi al Cubo Rosso di Padova nell’ambito di «Ottobre Mese della Formazione». Il prossimo passo del «cantiere», da realizzare entro maggio 2015, sarà un modello sperimentale di “formazione-azione” nelle PMI del Veneto che acceleri l’evoluzione e l’equilibrio finanziario e un più ampio ricorso a fonti alternative al credito bancario, attraverso figure professionali interne o anche temporary manager in grado di apportare competenze finanziarie. «La Regione Veneto ha sempre puntato e continua a puntare sulla predisposizione di iniziative che consentano di intervenire su vari fronti prima che la crisi delle aziende sia troppo grave – dichiara Elena Donazzan, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Veneto -. È più che evidente, quindi, che gli indicatori che possono fornire le Associazioni degli imprenditori, anche tramite le indagini che oggi ci sono presentate, siano fondamentali per capire quando interviene la crisi, di che tipo di crisi si tratti, quanto e per quali aspetti incida. Conseguentemente la Regione conferma di voler predisporre strumenti adeguati, che siano di tipo finanziario o di temporary management o di specifica formazione, per favorire in tutti i modi l’evoluzione finanziaria delle PMI e preparare figure esperte al loro interno. Perché una cosa è chiara, non possiamo permetterci di disperdere il patrimonio imprenditoriale del Veneto che deve anzi arricchirsi e colmare eventuali lacune laddove, come in questo caso, siano individuate in modo corretto e approfondito». «Stimolare il cambiamento delle imprese e una gestione finanziaria equilibrata – dichiara Mario Ravagnan, Delegato Confindustria Padova per il Credito e Finanza – significa rimuovere una delle prime cause di crisi aziendali e ricreare le condizioni per uno sviluppo sano. Ciò significa redditività sufficiente ma anche analisi dei costi e programmazione finanziaria, livelli contenuti di indebita

TREVISO. CONVENZIONE PER ANTICIPO CASSA INTEGRAZIONE A ROTAZIONE

Un nuovo protocollo – che fa seguito a quello firmato nel 2009 di “Anticipazione sociale”– è stato sottoscritto nella sede della Provincia per l’anticipo della Cassa Integrazione a Rotazione. La convenzione ha per oggetto la concessione di credito a lavoratori, dipendenti di aziende o unità aziendali ubicate nel territorio della provincia di Treviso in CIGS. “Da quando abbiamo sottoscritto il protocollo nel 2009 abbiamo raggiunto risultati importanti. Le aziende vengono certificate dalla Provincia stessa attraverso i nostri Centri per l’Impiego che operano a stretto contatto con aziende e lavoratori. Un servizio quanto mai fondamentale in questo periodo storico, che ci permette oltretutto di tenere monitorata la situazione dei lavoratori. Nel 2014 con il protocollo di “anticipazione sociale” sono stati aiutati oltre 200 lavoratori. Ecco , che questo protocollo si inserisce in una serie di azioni di politiche attive a tutela dei disoccupati. Infatti, ricordo che solo quest’anno siamo riusciti a stanziare la somma di 850 mila euro a favore di iniziative e progetti da rivolgere ai lavoratori in difficoltà”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro. “L’iniziativa – ha detto l’assessore al bilancio, Noemi Zanette – dimostra come sa lavorare una Provincia attiva come la nostra, da sempre rivolta a progetti e iniziative utili e concrete a tutela del territorio e della sua comunità. Questa è una delle diverse progettualità realizzate anche in sinergia con gli istituti di credito. Tra le altre ricordo anche il progetto “A scuola di finanza” rivolto agli studenti delle scuole superiori”. “Questo accordo rappresenta un’occasione per fare ‘buona banca’ e ci permette di fare un servizio riconosciuto dalla Comunità. Siamo così fedeli alle nostre radici di banca del territorio mettendo a disposizione uno strumento creditizio per i cittadini meno abbienti. L’ampliamento di questa convenzione ci rende ancora più consapevoli della nostra responsabilità nei confronti dei lavorati e delle loro necessità. Ad oggi grazie alla precedente convenzione abbiamo erogato oltre 10,6 milioni”, ha aggiunto il presidente di Cassa di Risparmio del Veneto, Gilberto Muraro. “La Cassa di Risparmio del Veneto è al servizio dei territori in cui opera – ha dichiarato Luca Faussone, direttore di Area di Cassa di Risparmio del Veneto – Questa convenzione con la Provincia fa seguito alla sottoscrizione del protocollo del 2009 che ad oggi ha portato a buoni risultati: infatti, alla data di marzo 2014 sono state concesse 2.126 anticipazioni CIGS di 262 aziende”. La nuova convenzione ha per oggetto la concessione di credito a lavoratori, dipendenti di aziende o unità aziendali ubicate nel territorio della provincia di Treviso in Cassa Integrazione a Rotazione e potrà essere, di volta in volta, integrata da specifici accordi con le aziende medesime. Con questo protocollo la Provincia di Treviso si impegna a comunicare alla Cassa di Risparmio del Veneto l’elenco dei lavoratori che potranno accedere all’anticipazione degli assegni di cassa integrazione a rotazione, in attesa del completamento dell’iter amministrativo di competenza dell’INPS che va da 2 a 7 mesi, per l’erogazione dei trattamenti. La presente convenzione ha per oggetto la concessione di credito da parte della Cassa di Risparmio del Veneto ai lavoratori delle Aziende della provincia di Treviso che hanno fatto richiesta di CIGS, con pagamento diretto da parte dell’INPS ed i cui lavoratori hanno prestato la loro attività per un orario pari o inferiore al 50% delle ore lavorabili, in attesa del pagamento diretto da parte dell’INPS. L’obiettivo comune che unisce Provincia di Treviso e Cassa di Risparmio del Veneto è quello di sostenere aziende e lavoratori in modo concreto e tempestivo, al fine di aiutare la ripresa delle attività economiche, promuoverne lo sviluppo e tutelare i livelli occupazionali. In particolare, la Provincia certificherà le aziende in CIGS e trasmetterà alla Cassa di Risparmio del Veneto una comunicazione per l’accesso al finanziamento. La Cassa di Risparmio del Veneto attiverà l’anticipazione attraverso un’apertura di credito in un conto corrente senza spese per i lavoratori e le aziende con disponibilità in rate mensili di importo massimo 750 euro, corrispondenti all’indennità spettante al lavoratore e per un ammontare complessivo non superiore a 5.250 euro, per un periodo massimo di 7 mesi. La restituzione del prestito avverrà al momento del pagamento degli arretrati da parte dell’INPS.
La Provincia di Treviso coprirà il costo degli interessi.
Il nuovo protocollo va quindi a supportate l’iniziativa che dal 2009 ha permesso di concedere ben 2.126 anticipazioni CIGS a zero ore, per oltre 10,6 milioni di euro, a valere su 262 aziende certificate dalla Provincia di Treviso stessa.

 

COMMERCIO IN VENETO ANCORA IN FLESSIONE – O,5%

Nel primo trimestre 2014, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura condotta su un campione di 1.174 imprese con almeno 3 addetti, le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione del -0,5% (era -0,6% nel trimestre precedente) rispetto allo stesso periodo del 2013. Fernando Zilio, presidente Unioncamere del Veneto: «La realtà dei numeri relativi alla dinamica del commercio al dettaglio nel primo trimestre 2014 tenderebbe ad escludere qualsiasi, seppur minimo, cenno di ottimismo. D’altra parte risulterebbe difficile per chiunque scorgere segni positivi quando anche i primi quattro mesi dell’anno mandano in archivio la chiusura di 1.600 negozi (circa un centinaio la settimana) e denunciano un saldo negativo di ben 700 unità. Eppure, qualcosa ci dice che potremmo essere vicini ad una svolta». E’ “bifronte” il giudizio di Fernando Zilio, presidente di Unioncamere Veneto, al cospetto delle evidenze della trimestrale relativa al commercio al dettaglio. «Se guardiamo asetticamente ai numeri del trimestre trascorso non possiamo fare altro che registrare tanti, troppi segni negativi, ma se cerchiamo di interpretare il clima di fiducia degli imprenditori del commercio al dettaglio per i prossimi tre mesi, allora direi che qualcosa si sta muovendo in senso positivo. Infatti, se gli imprenditori che ritengono che il loro volume d’affari possa diminuire si riducono dal -42,5% al -8,7%, se quelli che temono una contrazione degli ordini scendono dal -37,9% al -15,3% e se per l’occupazione la differenza tra giudizi positivi e negativi segna un saldo in crescita (-3,9% contro il -11,8%) significa che qualcosa sta cambiando. In questo senso – conclude Zilio – una spinta in favore di un recupero dei consumi potrebbe ragionevolmente giungere anche dal nuovo quadro politico uscito dalle urne europee. L’aver scoperto, con sorpresa, che l’Italia è un Paese migliore di quello che pensavamo, probabilmente in grado di svolgere un ruolo più propositivo sullo scacchiere continentale, può giocare un ruolo positivo anche sulla fiducia dei cittadini e, quindi, sulla loro propensione al consumo».
La dinamica negativa dei consumi è ascrivibile alle categorie del commercio al dettaglio specializzato sia nella vendita alimentare (-2,5%) che non alimentare (-0,4%). In controtendenza rispetto al trimestre precedente, anche la variazione negativa per supermercati, ipermercati e grandi magazzini con una diminuzione del -0,6%.

Lieve la crescita dei prezzi di vendita (+0,5%) con variazioni più marcate per il commercio al dettaglio non alimentare (+0,6%), seguito da supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+0,4%), mentre il commercio al dettaglio alimentare ha registrato una sostanziale stabilità (-0,1%). Sotto il profilo dimensionale +0,9% per le medie e grandi aree commerciali. Gli ordinativi hanno evidenziato una situazione di decrescita con una variazione pari a -1,2% (-1,3% nel trimestre precedente) su base annua. Dinamica negativa per tutti i settori: la flessione maggiore ha riguardato il commercio al dettaglio alimentare (-2%), seguito dal commercio al dettaglio non alimentare (-1,5%). Sotto il profilo dimensionale, lieve diminuzione per le medie e grandi superfici (-0,5%), flessione più accentuata per le aree commerciali di piccola dimensione (-2,6%). L’occupazione, in flessione nello scorso trimestre (-1,4%), ha mantenuto la medesima tendenza registrando un -0,4%, ascrivibile all’andamento registrato soprattutto da supermercati, ipermercati e grandi magazzini (-1,6%). Stazionario il commercio specializzato alimentare (+0,1%), mentre un lieve aumento c’è stato per il commercio al dettaglio non alimentare (+1,1%).

Pur restando negativo, migliora il clima di fiducia degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione del volume d’affari e degli ordinativi è rispettivamente -8,7 punti percentuali e -15,3 p.p. (contro il -42,5 p.p. e -37,9 p.p. del trimestre precedente). In crescita le previsioni sui livelli occupazionali che toccano il -3,9 p.p. contro il -11,8 p.p. del trimestre precedente, mentre i prezzi di vendita sono stazionari (+0,1.).

A PADOVA GIORNATA DELL’ECONOMIA E VALORIZZAIONE START UP

Il 6 giugno la Camera di Commercio di Padova celebra la 12° Giornata dell’Economia, un evento istituzionale promosso e organizzato a livello nazionale dal sistema camerale. Presso la sala Consiglio della Camera di Commercio di Padova si svolgerà una conferenza stampa con i giornalisti alle ore 10.00 sul tema “Valorizzare le Start Up per rilanciare l’economia padovana”. Focus sulla situazione economica padovana e le azioni della Camera di Commercio di Padova per sostenere l’innovazione e la nascita di start up sul territorio, con due importanti testimonianze di imprenditori padovani. Verranno consegnati i principali dati statistici di sintesi del 2013 e quelli disponibili relativi al 1° trimestre 2014 su dinamica delle imprese, esportazioni e “peso” in valore aggiunto dato dal contenuto tecnologico nell’export, e andamento del settore industriale manifatturiero, brevetti depositati e tasso disoccupazione.

VERSO UNIONE INDUSTRIALI DI ROVIGO E VENEZIA

Confindustria Rovigo da tempo cerca una alleanza all’interno della organizzazione degli industriali. Ha provato dapprima con Padova e poi con Treviso, ma non si è arrivati ad una intesa. Ora è la volta di Venezia. E, a quanto pare, e come ha detto Matteo Zoppas, presidente dell’Unione di Venezia, si è arrivati concretezza per una fusione. Su questa alleanza, ha fatto un commento il presidente della Regione Veneto. “La decisione di queste due confederazioni di avviare un processo di fusione è un segnale importante, ha detto, perché testimonia la volontà dei nostri imprenditori di fare squadra per raggiungere obiettivi condivisi e che possono avere ricadute positive su tutto il territorio. Dopo Verona e Vicenza ora tocca a Venezia e Rovigo dimostrando come il sistema confindustriale della nostra regione sia una realtà all’avanguardia e un modello a livello nazionale”. “La roadmap tracciata – ha sottolineato il Governatore – è un percorso che guarda al futuro, in un momento in cui le nostre imprese hanno bisogno di una spinta propulsiva per agganciare la ripresa. Si tratta di un’aggregazione che testimonia, fino in fondo, la volontà delle nostre imprese di superare la logica del particolarismo per una visione ampia e strategica in grado di ridare competitività al’interno sistema produttivo”. Secondo il presidente del Veneto si tratta di “un processo che porterà sicuramente risultati concreti a una delle aree più produttive d’Europa”.